Fondazione Cariliv

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Attività 2008

Ricerca scientifica e tecnologica

progetto di terzi


Bioattività. Alghe marine per sconfiggere le amiloidosi






Uno studio del Consorzio
per il Centro
Interuniversitario
di Biologia ed Ecologia
Marina Guido Bacci
(CIBM) di Livorno
sulle comunità vegetali
e animali marine









I prodotti naturali di origine marina hanno attratto l’attenzione di scienziati di differenti discipline (biotecnologi , biochimici, chimici, ecologisti etc..) alla ricerca di nuove molecole bioattive con potenziale attività farmacologia (tossine, peptidi, alcaloidi, nucleosidi, prostanoidi, polifenoli, etc..) ed applicazioni biotecnologiche. Anche il Consorzio per il Centro Interuniversitario di Biologia ed Ecologia Marina Guido Bacci (CIBM) di Livorno, un’associazione costituita tra il Comune di Livorno e le università di Bologna, Firenze, Modena, Siena, Pisa e Torino e l’ICRAM di Roma porta avanti studi sulle comunità vegetali e animali marine, trovando il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno.




Questo istituto scientifico che opera nel settore della pesca e dell’oceanologia ed è riconosciuto dal Ministero della Marina Mercantile, ha deciso di avviare una ricerca sulle alghe presenti lungo le coste in una zona ben definita del litorale livornese: le Secche della Meloria. L’indagine è partita dallo studio di una Rhodophyta, la Halopythis incurva, un’alga facilmente reperibile nella zona e molto comune sui bassi fondali per quasi tutto l’anno. Da questa alga sono state effettuate diverse prove di estrazione di polifenoli, molecole bioattive molto diffuse nel mondo vegetale ed in generale nelle piante usate come alimenti: non possiedono un valore nutrizionale, ma sono da tempo note per le loro proprietà nutraceutiche. In particolare la ricerca consentirà di identificare e caratterizzare il ruolo di molecole di tipo polifenolico, presenti in vari estratti di Halopythis incurva, sul processo di aggregazione amiloide usando proteine modello. Le amiloidosi sono un gruppo di malattie causate dal deposito di proteine anomale in vari tessuti. In ciascun tipo di amiloidosi, una diversa proteina prodotta dall’organismo acquisisce la proprietà di accumularsi in diversi organi e tessuti sotto forma di fibrille. I depositi formati da queste fibrille sono chiamati amiloidi. Il progressivo accumulo dell’amiloide provoca un danno degli organi coinvolti e causa i sintomi della malattia.




Si stima che in Italia compaiano circa 800.000 nuovi casi di amiloidosi ogni anno, tra cui si annovera il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, il diabete di tipo II, la corea di Huntington e la polineuropatia amiloide familiare. Il progetto per la valutazione della bioattività di prodotti naturali estratti da alghe marine presentato dal CIBM e finanziato dalla Fondazione con un contributo di 20 mila euro risulta pertanto altamente innovativo rispetto allo stato attuale dello studio delle malattie neurodegenerative